Come membro dell'Unione Europea (UE) e dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), l'Italia è tenuta al rispetto della Direttiva UE 2009/119/CE che impone l'obbligo agli stati membri di mantenere scorte petrolifere per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in caso di crisi nazionale o internazionale.
Gli organismi internazionali preposti alla dichiarazione dello stato di crisi di approvvigionamento sono il Consiglio Direttivo dell'AIE e il gruppo di coordinamento del Consiglio Europeo.
In Italia, l'OCSIT è l'organismo preposto al mantenimento sul territorio nazionale delle scorte di sicurezza costituite da prodotti petroliferi raffinati, di cui è proprietario.
In caso di crisi di approvvigionamento nazionale o internazionale, su ordine del Ministero dello Sviluppo Economico, l'OCSIT rende immediatamente disponibili le proprie scorte per l'immissione al consumo attraverso il sistema di distribuzione nazionale.
Il rilascio delle scorte avviene mediante procedure concorsuali di vendita. Tale meccanismo contribuisce a garantire la fornitura di prodotti petroliferi al consumo a prezzi di mercato.
I primi atti per far fronte alle emergenze petrolifere sono stati emanati nel 1968 dall’Unione Europea con la Direttiva 68/414/CEE, che prevedeva l’obbligo di costituire e mantenere scorte strategiche di petrolio greggio da parte degli Stati Membri. Successivamente, a seguito delle prime crisi petrolifere del 1974, anche l’OCSE decise di creare al proprio interno un settore specifico per poter affrontare le emergenze a livello globale. Nacque così l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE).
Tra gli accordi liberamente sottoscritti dai Paesi che partecipano all’AIE vi è l’obbligo di rispettare i limiti minimi di scorte di sicurezza da detenere, al fine di poter far fronte ad un eventuale crisi di approvvigionamento, a livello nazionale o internazionale, attraverso una risposta congiunta che prevede l’immissione sul mercato delle riserve di prodotti petroliferi.
La progressiva apertura dei mercati e la semplificazione della detenzione delle scorte nei Paesi membri, hanno permesso all’Unione Europea e all’AIE di perseguire gli stessi obiettivi, anche se con metodi differenti.
Con la Direttiva 2009/119/CE, ultima di una serie di adeguamenti che negli anni si sono resi necessari per adeguarsi all’evoluzione della struttura produttiva e del consumo, i metodi di calcolo dell’Unione Europea e dell’AIE sono confluiti in un unico schema, che è stato recepito in Italia con il Decreto Legislativo 249 del 31 dicembre 2012.





